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MyTech - Indice degli articoli 

Copyright - Mytech - Mondadori 18 ottobre 2000

Norme contro il cybersquatting. Dal "giudice" dei domini", la prima decisione
di
Alessia Ambrosini

Tutti i segreti dei nomi di dominio svelati da Mytech, in una rubrica settimanale a cura di Alessia Ambrosini

All'opera le nuove regole di riassegnazione dei nomi di dominio. Sono bastati trenta giorni al "giudice di pace" della Rete per risolvere il primo contenzioso

Per porre un freno al fenomeno dell'accaparramento dei domini.it (name grabbing o cybersquatting), la Naming
Authority italiana ha introdotto una procedura per consentire agli "aventi diritto" di entrare in possesso del dominio perduto: si tratta della cosiddetta Map, procedura amministrativa di trasferimento "coatto" di dominio dall'originario
assegnatario al contestante. La procedura si attiva dietro richiesta di chi contesta il dominio e viene attuata da appositi enti conduttori.
Quali sono, a oggi, i risultati a un mese dall'inizio delle attività degli enti conduttori? Quanti ricorsi sono stati inoltrati? Queste nuove procedure stanno dando buona prova di sé? I ricorsi pervenuti ai due enti conduttori abilitati (la E-solv e lo Studio Fogliani) sono cinque in tutto. Quattro sono ancora pendenti, uno è invece già "concluso". Quest'ultimo è stato presentato alla E-solv, in data 11 settembre 2000, dalla società Pergamar Spa, per il nome di dominio pergamar.it; il nome risultava infatti assegnato (fin dal 22 febbraio 2000) alla Win Trade Srl. Il ricorso è stato accolto (la decisione è arrivata prestissimo, il 12 ottobre) e il dominio trasferito alla Pergamar. 

I motivi della "sentenza"
La Pergamar Spa è titolare del marchio Pergamar, che – come evidente - è anche la sua denominazione sociale. Ora, secondo le vigenti regole di naming italiane, il dominio contestato viene trasferito dal resistente al ricorrente se quest'ultimo prova:

1 – che il dominio contestato è identico o tale da indurre confusione rispetto al proprio nome o ad un marchio su cui vanta diritti 
2 - che l'attuale assegnatario non ha alcun diritto o titolo in relazione al dominio contestato
3 - che il dominio è stato registrato e viene usato in mala fede 

Nel caso in questione, pergamar.it è identico sia alla denominazione sociale della ricorrente, sia al marchio da questa registrato fin dal 1994. D'altro canto, il dimostrato diritto sul nome e sul marchio di per sé esclude - in mancanza di prova contraria, che peraltro la resistente non ha fornito - che la Win Trade abbia un legittimo diritto o interesse sul quel nome a dominio. 
Sotto il terzo profilo, appare piuttosto evidente che il dominio è stato registrato allo scopo primario di usurpare il nome del ricorrente. A testimonianza di questa affermazione, il Saggio (cioè il "giudice") rileva che nel momento in cui la procedura è stata istaurata il relativo sito risultava ancora in costruzione. La Win Trade opera inoltre nella stessa regione della Pergamar (le due sedi sociali distano poche decine di chilometri) e quest'ultima è una delle maggiori industrie del settore.

Giudizio veloce, ma non ancora definitivo
Volendo tirare le somme, bisogna indubbiamente riconoscere la rapidità con cui la decisione è stata presa: la Map si è conclusa esattamente in 30 giorni (calcolati fra l'inizio della procedura, 12 settembre, e il momento della decisione del saggio). «Nella sua gestione – si legge in una mail inviata dalla E-solv nella lista della Naming Authority italiana - non sono emersi particolari problemi: segno che l'impianto normativo su cui sono basate funziona. » In ogni caso va sottolineato che l'esito di questi giudizi non è definitivo: se una delle parti non è d'accordo, può sempre rivolgersi
alla magistratura o – se ricorrono gli estremi – all'arbitrato.

 

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