Norme contro il
cybersquatting. Dal "giudice" dei domini", la prima
decisione
di Alessia Ambrosini
Tutti i segreti dei nomi di dominio svelati da Mytech, in una
rubrica settimanale a cura di Alessia Ambrosini
All'opera le nuove regole di
riassegnazione dei nomi di dominio. Sono bastati trenta giorni al
"giudice di pace" della Rete per risolvere il primo
contenzioso
Per porre un freno al fenomeno dell'accaparramento dei domini.it
(name grabbing o cybersquatting), la Naming
Authority italiana ha introdotto una procedura per consentire agli
"aventi diritto" di entrare in possesso del dominio
perduto: si tratta della cosiddetta Map, procedura amministrativa
di trasferimento "coatto" di dominio dall'originario
assegnatario al contestante. La procedura si attiva dietro
richiesta di chi contesta il dominio e viene attuata da appositi
enti conduttori.
Quali sono, a oggi, i risultati a un mese dall'inizio delle
attività degli enti conduttori? Quanti ricorsi sono stati
inoltrati? Queste nuove procedure stanno dando buona prova di sé?
I ricorsi pervenuti ai due enti conduttori abilitati (la E-solv e
lo Studio Fogliani) sono cinque in tutto. Quattro sono ancora
pendenti, uno è invece già "concluso". Quest'ultimo è
stato presentato alla E-solv, in data 11 settembre 2000, dalla
società Pergamar Spa, per il nome di dominio pergamar.it; il nome
risultava infatti assegnato (fin dal 22 febbraio 2000) alla Win
Trade Srl. Il ricorso è stato accolto (la decisione è arrivata
prestissimo, il 12 ottobre) e il dominio trasferito alla Pergamar.
I motivi della "sentenza"
La Pergamar Spa è titolare del marchio Pergamar, che – come
evidente - è anche la sua denominazione sociale. Ora, secondo le
vigenti regole di naming italiane, il dominio contestato viene
trasferito dal resistente al ricorrente se quest'ultimo prova:
1 – che il dominio contestato è identico o tale da indurre
confusione rispetto al proprio nome o ad un marchio su cui vanta
diritti
2 - che l'attuale assegnatario non ha alcun diritto o titolo in
relazione al dominio contestato
3 - che il dominio è stato registrato e viene usato in mala fede
Nel caso in questione, pergamar.it
è identico sia alla denominazione sociale della ricorrente, sia
al marchio da questa registrato fin dal 1994. D'altro canto, il
dimostrato diritto sul nome e sul marchio di per sé esclude - in
mancanza di prova contraria, che peraltro la resistente non ha
fornito - che la Win Trade abbia un legittimo diritto o interesse
sul quel nome a dominio.
Sotto il terzo profilo, appare piuttosto evidente che il dominio
è stato registrato allo scopo primario di usurpare il nome del
ricorrente. A testimonianza di questa affermazione, il Saggio (cioè
il "giudice") rileva che nel momento in cui la procedura
è stata istaurata il relativo sito risultava ancora in
costruzione. La Win Trade opera inoltre nella stessa regione della
Pergamar (le due sedi sociali distano poche decine di chilometri)
e quest'ultima è una delle maggiori industrie del settore.
Giudizio veloce, ma non ancora definitivo
Volendo tirare le somme, bisogna indubbiamente riconoscere la
rapidità con cui la decisione è stata presa: la Map si è
conclusa esattamente in 30 giorni (calcolati fra l'inizio della
procedura, 12 settembre, e il momento della decisione del saggio).
«Nella sua gestione – si legge in una mail inviata dalla E-solv
nella lista della Naming Authority italiana - non sono emersi
particolari problemi: segno che l'impianto normativo su cui sono
basate funziona. » In ogni caso va sottolineato che l'esito di
questi giudizi non è definitivo: se una delle parti non è
d'accordo, può sempre rivolgersi
alla magistratura o – se ricorrono gli estremi –
all'arbitrato.
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