Un nome di dominio su misura.
Le regole auree per sceglierlo
di Alessia Ambrosini
Tutti i segreti dei nomi di dominio svelati da Mytech, in una
rubrica settimanale a cura di Alessia Ambrosini
Il nome che vogliamo. Il dominio, per un'azienda, un'associazione
o un'iniziativa che vuole rendersi visibile in
Rete, è strategico. Ma bisogna sapere come sceglierlo
Questa settimana affronteremo un
tema pratico.
Come si sceglie un dominio? È meglio registrareun nome generico o
quello della propria impresa?
E come si valuta l'adozione del Top Level Domain (.com, .it e così
via)? La scelta del dominio - la prima decisione critica da
prendere se si vuole debuttare in Rete - è strategica, dato che
questo particolare "indirizzo" assomiglia sempre più a
un biglietto da visita, alla porta di ingresso della propria
azienda. A una seconda cittadinanza, insomma.
Primo passo: il Top Level Domain giusto
Un dominio è generalmente composto da un Tld (Top Level Domain) e
da un Sld (Second Level Domain). I Tld altri non sono altro che le
ben note estensioni .it, .com, .org e così via; il Second Level
Domain, o dominio di secondo livello, è invece la
"parola", posta immediatamente a sinistra del Tld,
liberamente scelta da chi chiede la registrazione (per esempio:
mondadori.com).
Chiaramente possiamo avere anche domini di livello superiore, per
esempio di terzo livello (mytech.mondadori.com); a sinistra del
Second Level Domain si possono cioè trovare ulteriori livelli,
ciascuno separato da un punto.
Salvo eccezioni, la registrazione interessa soltanto i domini di
secondo livello, una volta individuato il Tld di interesse. Ma è
errato ritenere che la scelta di un buon dominio si riduca alla
ricerca di una "buona parola" da registrare; la scelta
comincia dal Tld! Soprattutto per i siti di e-commerce.
I Tld si dividono in geografici (.it, .fr, .es, e così via) e
tematici (i tematici già attivi sono solo sette: .com, .org,
.net, .edu, .int, .gov, .mil).
I Tld geografici sono molto utili per individuare il mercato di
riferimento e di conseguenza va scelto sulla base dei mercati in
cui l'azienda opera (o ha intenzione di operare); inoltre per
connotare geograficamente i prodotti venduti (o l'impresa stessa).
In effetti la caratterizzazione geografica, in certi settori –
si pensi a quello della moda o a quello alimentare - assume una
rilevanza non certo trascurabile (per esempio chanel.fr,
armani.it, pasta.it).
I Tld tematici non presentano invece particolari "problemi di
scelta". Allo stato i liberamente registrabili sono soltanto
tre: .com, .org, .net. Originariamente, il .com identificava
domini di imprese o aziende commerciali; il .net, quelli di
provider e fornitori di connettività; il Top Level Domain .org,
domini di organizzazioni no profit. Con il tempo, la funzione
identificatrice di questi Tld è andata praticamente perduta, con
il risultato che oggi tutti possono richiedere e ottenere la
registrazione di un dominio .com/.net/.org.
Per questo motivo si consiglia sempre (anche per evitare azioni di
cybersquatting) di registrare il proprio dominio sotto tutti e tre
i Tld.
Secondo passo: Sld generico o
specifico?
Il Sld identifica
immediatamente l'impresa (per esempio mondadori.com) o l'attività
svolta nel sito (per esempio meteo.it,
negozio.com, annunci.it e così via). Ora, se il sito fa capo a
un'azienda il cui nome/marchio sia rinomato, conviene
indubbiamente scegliere – quale dominio – il nome/marchio
stesso.
In caso contrario, conviene puntare sui servizi offerti nel sito,
scegliendo un nome generico che individui il servizio stesso.
Se il sito fa capo a un'azienda il cui nome/marchio sia rinomato
– abbiamo detto - conviene scegliere come dominio il
nome/marchio stesso. Il dominio svolge, nel campo dell'e-business,
anche una funzione distintiva analoga a quella dei marchi
d'impresa e dunque può considerarsi un modo per
"spendere" il proprio nome. In effetti, l'unica ragione
che ha indotto gli operatori dell'internet a utilizzare indirizzi
alfanumerici, è costituita dal fatto che sono facili da
ricordare: hanno cioè un'attitudine distintiva.
Prassi diffusasi nella scelta dei
Sld è quella di usare parole generiche, dato che sono più
immediatamente accessibili rispetto ai nomi "originali"
e pertanto assumono un valore economico rilevante.
Per esempio, nel caso un utente voglia avere informazioni circa la
possibilità di trasmettere fax via Internet, andrà certamente a
digitare - prima ancora di effettuare una ricerca su un motore di
ricerca - l'indirizzo www.fax.it. A testimonianza del valore
economico assunto dalle parole generiche, vale la pena di
ricordare che cosa è successo il 15 dicembre 1999 (giorno della
"liberalizzazione" dei domini .it). È stata richiesta
alla Registration Authority italiana - da parte di un noto
imprenditore - la registrazione come dominio di tutti i termini
contenuti nel vocabolario Zingarelli, in italiano e in inglese!
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