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Una recensione su Blueberrypie - 2/10/2001 Trademark online: domini Internet, procedure e leggi recensione a cura di Sebastiano Mestre Trademark online: domini Internet, procedure e leggi recensione a cura di Sebastiano Mestre Mercoledì 19 settembre si è tenuta a Milano presso la libreria FNAC di via Torino la presentazione del libro "Trademark on-line - domini Internet procedure e leggi" scritto da Alessia Ambrosini e Andrea Monti. All'evento, che rientrava nel ciclo di incontri promossi da mlist.it, erano presenti entrambi gli autori. Tra il pubblico eravamo presenti anche noi di Blueberrypie, così riportiamo qui di seguito quelli che a nostro avviso sono stati i passaggi più importanti. Alessia Ambrosini ha parlato dei bisogni che stanno alla base della richiesta di domini in ambito internazionale da parte delle aziende. L'argomento riguarda la particolare appetibilità sul piano internazionale di alcuni tipi di domini di primo livello (per dominio di primo livello si intende l'insieme di lettere che sta prima dell'ultimo punto di un indirizzo web: ad esempio sono domini di primo livello .com , .org , .net, .it, .uk, .tv ... ), i quali normalmente identificano il Paese nel quale si trova il server che ospita il sito web corrispondente a quello stesso indirizzo. Questi bisogni sono legati alla necessità di "fare marca" online: riportiamo in seguito alcuni esempi. Alcuni domini di primo livello possono essere appetibili per le aziende perché hanno una particolare affinità semantica tra il settore in cui opera un'azienda e la tradizione di una determinata nazione in quello stesso settore. In questo modo è possibile che una marca di pasta (non necessariamente italiana) preferisca ospitare il suo website in Italia acquistando un dominio .it, così come una marca di accessori di abbigliamento preferisca ospitare il suo website in Francia acquistando in dominio .fr Altri domini di primo livello possono essere appetibili per le aziende perché hanno una particolare affinità semantica tra il settore in cui opera un'azienda e il significato che hanno in tutto il mondo le lettere che compongono tali domini. In questo modo è possibile che un'emmittente televisiva preferisca ospitare il suo website oppure i websites di supporto e promozione per alcune sue trasmissioni nell'isola di Tivalu acquistando un dominio .tv; allo stesso modo alcune radio o locali notturni possono trovare interessanti domini come .fm o .dj . Ragioni più importanti che possono condurre le aziende ad acquistare domini in ambito internazionale sono collegate all'esigenza di alcune imprese multinazionali di acquistare in ogni Paese in cui hanno una propria filiale un dominio con il nome dell'azienda (ad esempio coca-cola.com, coca-cola.it, coca-cola.fr). Questa esigenza può essere anche prospettica: un'impresa può decidere di registrare in anticipo i domini corrispondenti al proprio nome nei Paesi dove prevede di espandersi. In quest'ultimo caso possono sorgere problemi in relazione alla diversa normativa nei vari Paesi. A questo proposito si distinguono in particolare:
Sugli aspetti giuridici si è innestato l'intervento del giurista Andrea Monti, che ha toccato alcune tematiche di carattere legale relative alla registrazione dei domini in Italia. Tra queste, la trattazione delle strategie per condurre una causa legale di riappropriazione di un dominio, alla luce delle recenti norme e delle recenti pronuncie della giurisprudenza. In merito a questo sono stati riportati alcuni casi particolari che hanno fatto molto discutere l'opinione pubblica: il caso di alcuni provider di servizi web che si sono appropriati (intestandoli a sé) dei nomi di dominio dei loro clienti; il caso di riappropriazione del dominio tramite la registrazione dello stesso come marchio commerciale; il caso della causa legale vinta da Alessia Merz contro una società editrice che aveva registrato il domino alessiamerz.it e si era difesa sostenendo davanti al giudice l'esistenza di una collana di fumetti i cui personaggi si chiamavano appunto Ales, Siam ed Erz. Un discorso più ampio ha riguardato problemi più generali come le competenze giurisdizionali sul web, la proprietà del nome di dominio (che rimane alla naming authority), l'ICANN. Secondo Monti per tutelare il marchio nella nuova economia di rete non servono però nuove regole, essendo sufficiente combinare le norme già esistenti in materia di concorrenza sleale, marchi, diritto d'autore e diritto del nome. Alessia Ambrosini e Andrea Monti, Trademark online: domini Internet procedure e leggi, Edizioni Hop, lire 36.000
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